Pubblicato da: antoniodisanza | dicembre 22, 2008

Finanziaria approvata in Consiglio Regionale

Presidente, per la verità, non ero d’accordo stamattina su questo dibattito perché il tema è delicato, non per le considerazioni che possiamo fare, ma per il momento in cui ci troviamo. Però non voglio sottrarmi perché credo che manchi un elemento fondamentale in questo dibattito che è necessario a parer mio introdurre. Innanzi tutto io dico grazie a De Filippo per essersi in maniera onesta stamattina rivolto al suo tribunale che è il popolo: questo Consiglio. Lo ha fatto in maniera trasparente, malgrado questo Consiglio non abbia le competenze per dirimere vicende legislative che riguardano altro ambito di questo nostro regime democratico.

Con la sua trasparenza è venuto qui al tribunale del popolo per dire che non ha commesso nessun reato. Sono convinto delle sue parole e riaffermo la mia fiducia per il prosieguo di questa legislatura, che non è poca cosa rispetto al compito a cui ci dobbiamo tutti sentir chiamati.

Questa determinazione di oggi però vorrei che lei, Presidente, la assumesse sempre, perché la nostra comunità ha bisogno di una persona che amministri difendendo gli interessi diffusi, senza temere di essere andati a pranzo o a cena con imprenditori che sono fette di questa nostra società.

Siamo chiamati a difendere non solo il cittadino comune, ma anche quegli interessi di cui ci facciamo parte determinando la cosiddetta provvista di un lavoro. Abbiamo preso un finanziamento. Lo mettiamo a disposizione nella nostra realtà per fare che cosa? Per fargli fare la fine che hanno fatto i soldi in questi anni in questa regione, cioè rapinati da protagonisti esterni che sono venuti qui? Come quando, ci siamo sentiti dire dall’assessore Folino nelle scorse settimane, un anonimo soggetto (un fondo azionario) a cui siamo costretti a rivolgerci, che è questo privato, ci invia un fax e nell’impersonalità del soggetto non possiamo andare a difendere le ragioni dell’occupazione in questa regione, di fronte ad attività che sono produttive. Facevi l’esempio della Daramic, l’altra settimana, e ti riferivi all’impossibilità di un’interlocuzione fisica; con imprese fisiche.

Le nostre imprese non sono malate. Io conosco personalmente quell’imprenditore. Mi sarei trovato anch’io a quella cena e per altre vicende sono andato ad un’altra cena. Non per questo penso di essere stato in condizione di partecipare a un banchetto divisorio di chissà quali iniziative imprenditoriali in questa regione.

Dobbiamo andare a viso aperto al confronto con gli imprenditori e non soltanto nei luoghi canonici in cui incontriamo le associazioni di categoria. Dobbiamo andare a raccogliere anche la sofferenza e il patimento delle imprese che oggi assolvono una funzione importante in questa nostra regione, danno lavoro in questa congiuntura. Tutti noi siamo chiamati ogni giorno a rispondere su questo tema. Che fine facciamo fare a queste risorse? (ovviamente sto parlando di cose lecite). La garanzia che dobbiamo dare è quella di offrire una serie di opportunità ai nostri imprenditori.

Stasera non sento, da parte di nessuno, difendere un ambito che oggi è sotto processo. Sono 6-7 imprese serie ed operose. Si tratta di difendere il lavoro in questa regione. In questi anni tanta gente ha preso la valigia ed ha girato mezza Europa perché vittima della globalizzazione, alla ricerca di una possibilità lavorativa. E, dunque, cosa si vorrebbe far credere, che da amministratore di una regione non mi dovrei preoccupare delle mie imprese, quelle lucane, di quelle che danno lavoro in questa comunità? Devo temere di confrontarmi e di incontrarle? Ci sono molti tra di noi che hanno fatto gli amministratori e sapete qual è la tensione in sede locale rispetto a queste vicende. Ci sono addirittura forze politiche che rivendicano i posti di lavoro solo per quelli che sono nati da Roma in su. La Lega ha fatto una proposta di questo tipo, per dirvi a quale estremo si arriva di fronte alla drammatica situazione in cui viviamo. E’ così. Noi abbiamo la responsabilità di determinare risultati. La disoccupazione è conseguenza del fatto che bisogna generare programmi ed iniziative e bisogna saperle indirizzare in maniera corretta e lecita, perché nessuno parla di commissione di illeciti. La classe imprenditoriale deve essere una classe a cui dobbiamo guardare con attenzione, confrontarci senza avere nessun timore, soprattutto se siamo nella condizione della trasparenza.

Ci dobbiamo, però, porre in un dibattito di questo tipo, la domanda fondamentale, ammesso che siano vere le considerazioni e le indagini, e cioè perché si arriva a quella determinazione, cioè all’eventuale violazione penale da parte dell’imprenditore?

Il problema vero è che bisogna accorciare le filiere, semplificare le procedure. Di questo la politica si deve occupare perché se sono più i passaggi maggiori saranno i soggetti che si intromettono in questo meccanismo. Non è soltanto la politica, ma sono altri livelli che si intromettono in questa azione. Occorre determinazione, la stessa che la politica avrebbe dovuto avere in questi anni e non ha avuto, cioè quella di determinare risultati legislativi diversi, dal ’92 ad oggi, caro Donato. La politica si è guardata bene dal farla questa azione, perché la delegittimazione del tuo amico e del tuo collega era nell’immaginario collettivo la tua forza. Nessuno di noi ha fatto l’azione di lobby per determinare in capo ai parlamentari eletti un’azione in Parlamento che andasse verso una nuova direzione della gestione della giustizia. I magistrati fanno la loro parte. Ci sono le leggi che ha fatto la politica, che ha fatto il Parlamento, e applicano quelle leggi. Facciamo in modo che ci sia più certezza nel diritto. Questo dipenderà dalle leggi che metteranno in campo i parlamentari, il Parlamento, la riforma oggetto dell’odierno dibattito politico aperto nel Paese. A questo dobbiamo appellarci, ma dobbiamo dare forza alle decisioni e avere determinazione. Molto sta al nostro comportamento, alla severità di comportamento che dobbiamo avere tutti i giorni, dalle cose più piccole a quelle più serie, anche il quotidiano che svolgiamo, per esempio, da rivedere nella direzione di un diverso impegno.

Io sono un rompiscatole. Se ognuno facesse puntualmente la sua parte da ciò discenderebbe un esempio per tutti. Non sempre lo facciamo. Mi appello a questa severità di comportamento che è anche esempio. Iniziamo da qui. Cominciamo da questa attività, da questo comportamento. Io sono convinto che già questo sarebbe un primo passo avanti per quello che ci compete. Rispetto a questa severità e a questa condizione noi ci possiamo richiamare sicuramente al senso della responsabilità, compreso quel senso della responsabilità di preoccuparci anche delle sorti di quella fetta della società che sono i magistrati che vivono comunque i nostri contesti e di cui la politica si deve altrettanto occupare.

Noi dobbiamo guardare al domani: e dobbiamo farlo noi. Non è possibile delegare a nessuno questa funzione. Rispetto a questo bisogna avere anche la fermezza per dirlo a chiare lettere. La politica si deve occupare di questo e anche di gestire il futuro, determinando le condizioni più favorevoli possibili.

Insisto: lei, Presidente, ha la maggioranza. Venga in Aula e si prenda il voto, ma faccia presto un Governo in questa regione. Ci sono ancora le condizioni e c’è ancora la possibilità per fare in modo che alcune risposte, a questa regione, si possano dare ad un anno e mezzo dalla scadenza della legislatura. Non siamo all’ultima spiaggia. La finanziaria che hai messo in piedi tu e la tua Giunta è una Finanziaria degna di questo nome in un momento difficile e preoccupante per il Paese e per la nostra regione.

Questo è un presupposto importante per avviare un anno finanziario. Ci sono i fondamenti per cui anche ragioni politiche sottendono alla scrittura di un nuovo governo e di una nuova vicenda politica che può aprirsi all’indomani della formazione di una nuova Giunta. La determinazione di stasera, caro Presidente, la aspetto in più occasioni, senza temere confronto con nessuno, soprattutto quando questo confronto, così come stasera, è manifestato, chiaro, trasparente; è un confronto lecito e leale a favore dei lucani.

Pubblicato da: antoniodisanza | novembre 21, 2008

Costi sui carburanti

Il Consigliere Regionale del PD, avv. Antonio Di Sanza, interviene sull’incoerenza tra prezzo del barile e costo dei carburanti alla pompa.

Da semplice cittadino – dichiara Di Sanza – dopo aver letto sulla stampa che il prezzo del petrolio è ormai vicino al costo di 50 dollari al barile, mi chiedo come mai, al contrario, il prezzo dei carburanti rimane ancora elevato ed insostenibile.

Qualche giorno fa, in una trasmissione televisiva, una esperta di economia per rendere comprensibile ai più il sistema economico-fiscale, spiegava che vi sono alcune imposte, come l’Irpef, che sono proporzionali al reddito che ognuno di noi percepisce e più il reddito è alto maggiore è il prelievo fiscale, ed altre tasse, invece, non proporzionali, che incidono soprattutto sui redditi medio-bassi. Tra queste vi sono proprio le accise sui carburanti.

Tutti siamo costretti ad usare l’auto. Sia i ricchi che i poveri. Ed il carburante costa allo stesso modo sia per gli uni che per gli altri. Niente di più ingiusto soprattutto quando il prezzo del carburante arriva alle stelle.

Da questo ragionamento nasce la mia osservazione rispetto all’incoerenza dei prezzi tra barile e benzine. Notiamo che quando il prezzo del petrolio sale anche quello dei carburanti immediatamente si allinea al rialzo mentre quando il petrolio scende non succede la stesa cosa.

Alla luce delle quotazioni di questi giorni del petrolio, la benzina si dovrebbe attestare rapidamente al di sotto di 1,20 Euro al litro, contro gli attuali prezzi applicati nella rete di vendita, che si aggirano ancora a 1,27 -1,28 Euro al litro.

Siamo di fronte all’ennesima speculazione che ricade sui consumatori che subiscono un maggior esborso di circa 100,00 euro all’anno.

Pertanto è opportuno che i nostri parlamentari pongano con forza all’attenzione del Governo il tema, chiedendo che sia raggiunta presto un’unica velocità di adeguamento dei prezzi dei carburanti all’andamento del costo del petrolio.

A fianco a questo è necessario promuovere la liberalizzazione del sistema di distribuzione che porterà ad ulteriori risparmi di 6-7 centesimi al litro.

Nel frattempo – conclude Di Sanza – rimaniamo in attesa della riduzione del prezzo della benzina in Basilicata propagandata dalla PDL in Basilicata, nel corso delle scorse politiche, e di cui non se ne vede traccia.

Pubblicato da: antoniodisanza | novembre 12, 2008

Le alleanze del Pd

Se necessaria ed opportuna è stata la scelta effettuata dal PD di correre da solo in occasione delle ultime elezioni politiche nazionali per dare a questo nuovo partito una struttura ed un’organizzazione tale da ambire a governare in modo unitario e compatto il Paese e le tante amministrazioni territoriali, è giunta l’ora di cominciare a discutere di contenuti, programmi ed alleanze anche qui in Basilicata.

Uno degli obiettivi del PD è quello di costruire un partito di governo ed il passaggio politico dell’autosufficienza era un passaggio obbligatorio. Un altro passo che si sta compiendo proprio in questi mesi è la strutturazione sul territorio con la creazione delle segreterie comunali, provinciali e regionali, compresi dibatti e discussioni, a volte anche aspre, ma che si svolgono in un clima di reciproca lealtà e comprensione. Il sistema politico italiano, quindi, pur se semplificatosi grazie alla coraggiosa scelta del PD di partecipare da solo alle elezioni politiche, per poter raggiungere il governo del Paese e delle amministrazioni locali ci impone ugualmente di scegliere con quali dei partiti di opposizione  dialogare per costruire alleanze basate su principi, valori e idee condivise.

Tutti sappiamo che il “vecchio centrosinistra” non ha funzionato per la presenza di alleati “radicali” che un giorno sì e l’altro pure avevano la capacità di stare al governo ed allo stesso tempo protestare in piazza contro sé stessi. Una contraddizione di fondo che è stata la causa principale della caduta del Governo Prodi. D’altronde, la scelta del PD di partecipare da solo alle elezioni politiche si basava proprio sulla necessità di “tagliare” con il passato e con la cosiddetta “ala radicale”.

Una scelta che, nonostante la sconfitta elettorale, è stata apprezzata dal nostro elettorato che ha votato in massa il PD, escludendo in tal modo e consapevolmente gli altri piccoli partiti di sinistra. Quindi una scelta più moderata e responsabile tesa a fare del PD un partito di governo capace di amministrare la cosa pubblica senza, ogni giorno, sottostare ai ricatti di minoranze radicali. Una scelta, in sintesi, che sposta l’asse di questo nuovo partito in un’area moderata, aperta quindi al dialogo con altre forze moderate di opposizione che oggi esistono a livello nazionale. E mi riferisco, evidentemente, all’UDC di Pierferdinando Casini.
Proprio nelle recenti elezioni in provincia di Trento vi è stato un primo esperimento politico che ha visto un’alleanza tra il PD e l’UDC con un ottimo ed inatteso successo elettorale. Ovviamente quel territorio ha una serie di particolarità che hanno contribuito al raggiungimento di tale successo: la storica tradizione democristiana di quell’area geografica che, all’alleanza PDL-Lega, ha preferito quella PD-UDC, ossia un partito riformista alleato ad uno moderato, e lo spirito autonomista rappresentato da un “partito territoriale” promosso dal neo Presidente Dellai.

Un modello che secondo alcuni, compreso il sottoscritto, potrebbe funzionare anche in altre Regioni d’Italia con simili storie politiche e con tanta voglia di autonomia. Il nostro è un popolo moderato e laborioso che chiede sempre più alla politica regionale un forte segnale di svolta, di cambiamento che solo un partito riformista può offrire. A ciò si aggiunga la consapevolezza che il popolo lucano ha raggiunto rispetto alle tante risorse che il nostro territorio possiede e che possono rendere la nostra Regione autonoma nel rispetto di quel federalismo solidale che il PD sta tentando di ottenere dal Governo nazionale.
E’ opportuno, pertanto, che anche qui in Basilicata, in vista delle prossime consultazioni elettorali, che siano amministrative, europee o regionali, si avvii un approfondito dibattito sui programmi, sui contenuti, sulle alleanze e sulla loro opportunità, senza dimenticare le esperienze del passato ed accogliendo senza pregiudizi le possibili convergenze future, partendo da dati reali come quelli offerti dalla Provincia di Trento

Pubblicato da: antoniodisanza | novembre 10, 2008

Le prime tappe, i primi buoni consigli

Quando, insieme con Marcello Pittella, abbiamo pensato di organizzare diversi incontri sul tema della scuola sul territorio lucano, nell’ambito del progetto www.unbuonconsiglio.it, la grande protesta del movimento studentesco non era ancora cominciata. E già allora abbiamo intravisto elementi di criticità sia di metodo che di merito rispetto all’azione del governo nazionale. Gli incontri di questi giorni con i cittadini sono caduti proprio nel cuore della protesta dei docenti e degli studenti. Una protesta civile e propositiva che, di fatto, si è riflessa anche nelle discussioni che abbiamo promosso.

Questo sta a significare che se ascoltato, il mondo della scuola, competente com’è, sa criticare, sa apprezzare quanto di buono è stato fatto, sa cosa si deve eliminare e cosa, invece, deve essere realizzato per avere una scuola migliore.Ho molto apprezzato il senso di responsabilità che tanti cittadini hanno mostrato rispetto al tema della riforma della scuola e a quanto proposto dal Governo nazionale. Hanno saputo motivare il loro no al maestro unico, definito più volte “tuttologo”, ritenendo che oramai è necessario offrire agli studenti una multiculturalità affinché possano pensare con la loro testa e non affidarsi a persone “uniche”, con pensieri “unici”.

Hanno evidenziato la loro preoccupazione rispetto al dimensionamento della rete scolastica sul territorio, paventando il rischio di chiusura di tanti istituti scolastici, che in alcuni paesi lucani sono l’ultimo presidio culturale, con il conseguente pericolo che tante famiglie, pur di agevolare i propri figli, decidano di trasferirsi in centri più grandi, alimentando ulteriormente il fenomeno dell’emigrazione.
Tutte considerazioni fatte sulla base della c.d. “riforma Gelmini” che è stata ideata ed imposta al mondo della scuola senza un briciolo di discussione. Una discussione che sarebbe servita ad ascoltare chi, di fatto, vive e fa la scuola.
Per fortuna, dopo le numerose e diffuse iniziative di protesta e di mobilitazione delle scuole e le prese di posizione delle Regioni e degli Enti locali, il Governo ha dovuto rinunciare al commissariamento previsto dell’art. 3 del DL 154/08 rispetto alle operazioni di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica. L’articolo prevedeva la nomina di commissari ad acta qualora il piano non fosse stato predisposto entro il 30 novembre 2008.

Il nuovo testo dell’articolo non prevede più la scadenza perentoria del 30 novembre, né il commissariamento delle Regioni e limita il dimensionamento alle sole unità scolastiche autonome non in regola con i parametri di legge senza intervenire sui singoli plessi (sui quali comunque il Governo prevede di intervenire a partire dal 2010/11).
Si tratta di un primo risultato, seppur parziale, visto che in realtà è solo un rinvio di alcuni degli effetti deleteri del piano programmatico di tagli predisposto da Tremonti e Gelmini. Il dimensionamento delle istituzioni scolastiche autonome è una operazione che deve comunque garantire la presenza diffusa sul territorio delle scuole statali, come previsto dalla Costituzione, ed il nostro ruolo sarà quello di mantenere alta l’attenzione su questo tema così come sull’altro fronte caldo che è quello universitario.

Pubblicato da: antoniodisanza | novembre 5, 2008

Rischio nubifragi nel metapontino

 

Il periodo autunnale che stiamo attraversando sulla base sia delle previsioni metereologiche che di quello che sta già avvenendo in altre Regioni limitrofe, è caratterizzato da improvvisi nubifragi ed alluvioni che, per la loro intensità, arrecano elevati ed imprevedibili danni all’agricoltura.

 

La nostra Regione, ed in particolare il metapontino, territorio dedito alla coltura della terra, rischia, come da diversi anni, anch’esso di essere colpito da tali calamità naturali. Poiché il Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto, tra i suoi diversi compiti, ha anche quello di manutenere canali ed idrovore al fine di arginare eventuali eventi calamitosi a tutela delle colture agricole, e pur consapevoli dell’efficace attenzione posta dal Governo regionale nei confronti di tale problematica, al fine di prevenire eventuali inondazioni, ritengo sia opportuna un’azione straordinaria da parte del Consorzio di bonifica in tale direzione. 

 

Da quanto ci risulta, però, l’ente consortile pare non abbia fondi a sufficienza per finanziare un intervento straordinario almeno per le zone più a rischio.

 

Per tale motivo ho presentato un’interrogazione al Presidente della Giunta Regionale ed all’Assessore all’agricoltura al fine di verificare lo stato di manutenzione dei canali e delle idrovore del territorio metapontino e, ove necessario, ho chiesto di individuare le aree più a rischio e le opportune risorse finanziare tese a prevenire danni irreparabili che l’agricoltura di quella zona non può più permettersi di subire.

Pubblicato da: antoniodisanza | ottobre 31, 2008

Non si migliora l’università con un semplice taglio di risorse !!!

Da diversi giorni sento molti politici ed opinionisti di centro destra sostenere che il taglio delle risorse all’università sia stato effettuato per obbligare i rettori ed i vertici di facoltà a ridurre sprechi, razionalizzare ed ottimizzare risorse.

Ci vorrebbero dire che i vertici universitari, di fronte a tali tagli, d’improvviso, diventeranno “parsimoniosi” ed “oculati” e si sforzeranno di ridurre sprechi e modificare politiche errate del passato ?
Non ci credo !!! E’ una giustificazione senza alcun fondamento di merito. Credo sia molto più probabile che, i “baroni”, pur di tutelare i propri “interessi”, riverseranno sui docenti precari o peggio ancora sugli studenti, l’effetto negativo della miope politica del Governo nazionale. Questo è il rischio, altro che migliorare l’università italiana !
Qualcuno ha il coraggio di sostenere, ancora, che la riduzione delle risorse faciliterà anche il ricambio generazionale nel corpo docente ? Certo con il blocco del turn-over avverrà di sicuro ! Per farvi riflettere meglio, riporto, di seguito, alcuni passaggi del Direttore del settimanale “Panorama”, Maurizio Belpietro, che certo non si può definire di “centrosinistra” e che ben fotografa la realtà universitaria italiana:

“Gli enti universitari hanno un’autonomia che consente loro di organizzare gli studi, creare nuovi insegnamenti e corsi di laurea, fare assunzioni e, ovviamente, spendere. Il risultato, ad oggi, è un disastro finanziario.
Venti università su 94 sono sull’orlo della bancarotta, altre sono indebitate. In vent’anni si sono gonfiati gli organici e moltiplicate le sedi. Solo negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per assumere 13 mila professori, ma i promossi sono stati complessivamente 26 mila e ciò senza che, nella maggior parte dei casi, vi fossero neppure i posti disponibili. In due decenni si sono create più di 300 sedi distaccate, alcune in comuni di poche decine di migliaia di abitanti. In Italia esistono 5.500 corsi di laurea con 170 mila insegnamenti, il doppio che in altri paesi europei. Più di 300 facoltà non superano i 15 iscritti, molti corsi hanno meno di dieci alunni. In qualche caso si sono lanciati in avventure imprenditoriali assai discutibili, mettendosi a produrre bibite e a imbottigliare vino, oppure fondando radio che diffondono musica. Di fronte a un fallimento di tale proporzioni, invece di dimettersi, molti vertici universitari continuano a salire in cattedra”.

Bene. Questa è la drammatica situazione universitaria e tutti gli studenti che sono in piazza la conoscono e sono lì a protestare perché la vogliono cambiare. Ma non la si migliora tagliando, in tronco, risorse pubbliche senza uno straccio di provvedimento di merito, così come ha fatto il Governo nazionale. La si cambia riformando nel complesso l’università italiana. E non in modo unilaterale ed arrogante, pensando di avere verità in tasca. Ma qualcuno ancora crede che chi ha gestito le università fino ad oggi, solo perché vengono tagliate risorse, si impegnerà a rendere il sistema universitario italiano tra i migliori al mondo ? Secondo Voi, questi personaggi, da un giorno all’altro, saranno capaci o avranno voglia di smantellare il “mostro” creato in questi venti anni ?
Non ci credo !!

Quindi, amici, bene fanno gli studenti a scendere in piazza, a prendere coscienza del proprio futuro, in modo autonomo e soprattutto apolitico. Se saranno capaci di autogestirsi, nel rispetto dei diritti altrui e della legalità, di protestare sì ma anche di proporre al mondo politico il modello di Università e di Scuola che desiderano, avranno dato un grande contributo di democrazia e di crescita all’intero Paese.

Pubblicato da: antoniodisanza | ottobre 30, 2008

Decido Io!!!

Esprimo il mio apprezzamento e sostegno all’iniziativa democratica dell’amico Gianni Pittella contro l’estensione del c.d. “porcellum” anche al sistema elettorale per le europee. Una proposta antidemocratica che crea solo cooptati, scelti dai capi-partito o capi-corrente nelle segrete stanze romane, in barba alla volontà, che dovrebbe essere “sovrana”, degli elettori.

 

In tale modo verrebbe inviato a Bruxelles, così come di fatto già è avvenuto per il Parlamento italiano, un gruppo di persone assolutamente slegato dalle esigenze e dalle problematiche dei territori, che si sentirebbe autorizzato a fare ed a disfare normative e leggi senza rendere conto al popolo “sovrano”!

La testimonianza di tale atteggiamento è di questi giorni.

Per caso qualche parlamentare di centrodestra “eletto” nella nostra Regione è venuto in Basilicata a tentare di spiegare i motivi dei provvedimenti relativi al mondo della scuola e dell’università (ove ce ne fossero di diversi oltre quello di tagliare risorse pubbliche) ?

E’ evidente che si sentono obbligati a rendere il conto di quello che fanno solo a chi li ha “cooptati”  e non, come dovrebbe avvenire in un Paese normale, agli elettori lucani. 

 

Per questo, tutti insieme, dobbiamo sostenere l’iniziativa di Gianni Pittella, del PD e di tutte quelle forze democratiche del Paese che lottano per una democrazia compiuta. Da qualche tempo una serie di azioni e provvedimenti politici della maggioranza e del governo lasciano intravedere una pesante e pericolosa aria di arroganza di cui l’Italia ne farebbe volentieri a meno, soprattutto in questo periodo di crisi socio-economica. Che il cielo ritorni sereno. Da troppi mesi è cupo e diventa ogni giorno più oscuro.

Pubblicato da: antoniodisanza | ottobre 22, 2008

Manifestiamo

Un’ occasione positiva per indicare all’Italia, in un momento difficile, la via della crescita, dello sviluppo, della difesa dei salari, delle pensioni, dei redditi fissi. Un grande appuntamento democratico. Il PD è la più grande forza riformista della storia italiana e quando si mobilita non lo fa per sfasciare, ma per contribuire a risolvere i problemi, indicare una strada.

Dinanzi alla spaventosa crisi finanziaria che ha investito il mondo e anche l’Italia, il PD vuole ulteriormente accentuare il suo carattere di responsabilità nazionale. Portare la gente in piazza avrà il duplice valore di rendere più forti le nostre proposte e di rassicurare tutti i cittadini che noi ci siamo e svolgeremo il nostro dovere fino in fondo ed a tutti i livelli.  Credo che il compito dell’opposizione, tanto più in un momento drammaticamente difficile come quello che stiamo vivendo, sia quello di vigilare con grande attenzione e spirito critico sulle iniziative del governo soprattutto quando ci si rende conto che in questi mesi sono mancate completamente proposte sul tema del lavoro, dei salari, degli investimenti, in particolare, a favore delle piccole e medie imprese, che sono la vera ossatura del nostro sistema economico.

Proprio per questo, e con la consapevolezza che il momento che stiamo vivendo richiede scelte coraggiose, credo che la partecipazione alla manifestazione del 25 ottobre sia importante e necessaria. Non tanto per protestare contro qualcuno, ma per dare forza e far conoscere al Paese le proposte del Partito Democratico.

Pubblicato da: antoniodisanza | ottobre 18, 2008

APPROVATA LA “TERRITORIALIZZAZIONE” DEI CONCORSI PUBBLICI

Si’ della Camera ad un emendamento al ddl lavoro collegato alla Manovra che introduce la ‘territorializzazione’ dei concorsi pubblici. In base al testo, in un concorso la residenza del candidato può privilegiarlo se l’ente ritiene che serva per migliorare il servizio. L’emendamento era stato approvato in commissione con il no delle opposizioni. Ma la precedenza ai residenti sarà decisa direttamente dai bandi concorsuali invece che dalla legge, come prevedeva il testo approvato in commissione.

Cari amici, che ne pensate?
Io penso che sia un provvedimento egoistico e lontano anni luce dallo spirito federalista solidale che questo Governo dice di voler sostenere.

L’emendamento, tra l’altro, in origine e solo successivamente modificato, era evidentemente incostituzionale.
In esso si affermava che, nella formazione della graduatoria per i concorsi, la territorialità, e quindi la residenza, doveva dare titolo ad un punteggio aggiuntivo; nel contempo, si prevedeva che il titolo di studio non dovesse essere tenuto in alcuna considerazione. Per poter vincere un concorso, quindi, non serviva più il merito, lo studio o il sacrificio, ma la fortuna di vivere nel comune o nella regione dove c’è il lavoro. La norma divideva i cittadini in cittadini di «serie A» e cittadini di «serie B». Per fortuna, almeno il titolo di studio ha riacquistato il suo valore dopo un ulteriore modifica del Governo. Nonostante tutto, però, con il voto contrario dell’opposizione, alla Camera è passato un emendamento al ddl lavoro collegato alla Manovra che comunque introduce la «territorializzazione» dei concorsi pubblici. In base al testo approvato, in un concorso per l’accesso ai pubblici uffici la residenza del candidato “può essere considerata come titolo privilegiato se l’ente che lo bandisce ritiene che quel requisito serva a un migliore assolvimento del servizio”.

Rimane, quindi, una misura contro il Mezzogiorno che comporterà gravi svantaggi ai cittadini del sud, che non potranno avere alcuna possibilità di vincere i concorsi in altre regioni. Si tratta di una norma in palese contrasto con il principio della parità di accesso di tutti i cittadini ai pubblici uffici. Per le “posizioni” aperte nel Mezzogiorno, inoltre, si avvieranno processi di mobilità e le pubbliche amministrazioni non procederanno a nuovi concorsi. Da oggi per i laureati meridionali sarà ancora più difficile accedere ad un concorso fuori dalla regione di residenza. Per questo devono ringraziare i silenti parlamentari del sud del centrodestra. Altro che dialogo sul federalismo; la maggioranza sta spaccando il Paese a colpi di mano mortificando il Mezzogiorno e i suoi abitanti. L’offensiva della maggioranza che discrimina e divide la società italiana, inoltre, si aggiunge ad un’altra iniziativa “pericolosa” nel settore scolastico quale è quella delle “classi differenziate” approvate ieri, aprendo la porta alla discriminazione dei disabili.

Di questi temi e di tanti altri, anche di carattere locale,  possiamo e dobbiamo discutere in questo spazio virtuale utile ad un sereno e costruttivo confronto per difendere i diritti dei lucani e degli italiani tutti.

Pubblicato da: antoniodisanza | ottobre 17, 2008

La diretta della Festa Democratica di Matera

http://festapd.materainrete.it/

Articoli precedenti »

Categorie

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.