Pubblicato da: antoniodisanza | ottobre 18, 2008

APPROVATA LA “TERRITORIALIZZAZIONE” DEI CONCORSI PUBBLICI

Si’ della Camera ad un emendamento al ddl lavoro collegato alla Manovra che introduce la ‘territorializzazione’ dei concorsi pubblici. In base al testo, in un concorso la residenza del candidato può privilegiarlo se l’ente ritiene che serva per migliorare il servizio. L’emendamento era stato approvato in commissione con il no delle opposizioni. Ma la precedenza ai residenti sarà decisa direttamente dai bandi concorsuali invece che dalla legge, come prevedeva il testo approvato in commissione.

Cari amici, che ne pensate?
Io penso che sia un provvedimento egoistico e lontano anni luce dallo spirito federalista solidale che questo Governo dice di voler sostenere.

L’emendamento, tra l’altro, in origine e solo successivamente modificato, era evidentemente incostituzionale.
In esso si affermava che, nella formazione della graduatoria per i concorsi, la territorialità, e quindi la residenza, doveva dare titolo ad un punteggio aggiuntivo; nel contempo, si prevedeva che il titolo di studio non dovesse essere tenuto in alcuna considerazione. Per poter vincere un concorso, quindi, non serviva più il merito, lo studio o il sacrificio, ma la fortuna di vivere nel comune o nella regione dove c’è il lavoro. La norma divideva i cittadini in cittadini di «serie A» e cittadini di «serie B». Per fortuna, almeno il titolo di studio ha riacquistato il suo valore dopo un ulteriore modifica del Governo. Nonostante tutto, però, con il voto contrario dell’opposizione, alla Camera è passato un emendamento al ddl lavoro collegato alla Manovra che comunque introduce la «territorializzazione» dei concorsi pubblici. In base al testo approvato, in un concorso per l’accesso ai pubblici uffici la residenza del candidato “può essere considerata come titolo privilegiato se l’ente che lo bandisce ritiene che quel requisito serva a un migliore assolvimento del servizio”.

Rimane, quindi, una misura contro il Mezzogiorno che comporterà gravi svantaggi ai cittadini del sud, che non potranno avere alcuna possibilità di vincere i concorsi in altre regioni. Si tratta di una norma in palese contrasto con il principio della parità di accesso di tutti i cittadini ai pubblici uffici. Per le “posizioni” aperte nel Mezzogiorno, inoltre, si avvieranno processi di mobilità e le pubbliche amministrazioni non procederanno a nuovi concorsi. Da oggi per i laureati meridionali sarà ancora più difficile accedere ad un concorso fuori dalla regione di residenza. Per questo devono ringraziare i silenti parlamentari del sud del centrodestra. Altro che dialogo sul federalismo; la maggioranza sta spaccando il Paese a colpi di mano mortificando il Mezzogiorno e i suoi abitanti. L’offensiva della maggioranza che discrimina e divide la società italiana, inoltre, si aggiunge ad un’altra iniziativa “pericolosa” nel settore scolastico quale è quella delle “classi differenziate” approvate ieri, aprendo la porta alla discriminazione dei disabili.

Di questi temi e di tanti altri, anche di carattere locale,  possiamo e dobbiamo discutere in questo spazio virtuale utile ad un sereno e costruttivo confronto per difendere i diritti dei lucani e degli italiani tutti.


Risposte

  1. A. Einsten diceva: “due sole cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana”. Il prossimo titolo privilegiato potrebbe essere il possesso di una tessera.


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